No al satanismo

Dopo il sisma del 2012, la Regione Emilia Romagna versa 600mila euro per la moschea, già finanziata dal Qatar(fondamentalismo islamico); alle chiese cattoliche distrutte, niente.

IN FOTO: IL DUOMO DI MIRANDOLA, ANCORA IN MACERIE. Dal terribile sisma di maggio 2012 in tutta la diocesi di Carpi, Modena, sono appena 4 le chiese riaperte al culto. Le altre 50 sono ancora chiuse, alcune con i rinforzi di sostegno, altre completamente sbarrate.
A Mirandola infatti, di fatto la concattedrale della diocesi, l’edificio è lasciato come quella notte in cui la Bassa emiliana dovette svegliarsi di soprassalto e iniziare il lungo calvario chiamato terremoto. Don Carlo Truzzi, parroco di Mirandola, amareggiato ha detto alla Nuova Bussola Quotidiana: “La Moschea è stata riaperta e il nostro Duomo no – lo dice con disappunto, ma senza voler fare polemica alcuna con gli enti locali -. Però non so altro, perché non sono stato invitato all’inaugurazione della moschea”.
Il centro culturale islamico che sorge in via Serafina dove un tempo c’erano le scuole della frazione è stato completamente risistemato e messo in sicurezza. Con un costo di circa un milione di euro, donati per 600mila euro dalla Regione Emilia Romagna e per i restanti 400mila euro da una fondazione islamica con sede in Qatar.